Fintech: presentati i risultati preliminari della prima ricognizione di Consob e mondo accademico - Comunicato stampa del 5 dicembre 2017

Sono stati presentati, presso il Fintech District di Milano, i risultati preliminari di una prima ricognizione sul Fintech, condotta dalla Consob in collaborazione con alcune delle principali università italiane.
L'iniziativa ha visto coinvolti, oltre alla Consob, circa 70 fra docenti e ricercatori di vari atenei (Bocconi, Cattolica di Milano, Genova, Insubria, Luiss, Lumsa, Pavia, Politecnico di Milano, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Sant'Anna di Pisa, Sapienza, Verona). I lavori si sono svolti da settembre 2016 a novembre 2017.
I documenti di ricerca saranno pubblicati tra gennaio e marzo 2018, secondo un piano dell'opera predefinito, in una collana editoriale di Quaderni della Consob dedicati al Fintech.
Dall'attività di studio emerge come il Fintech - ovvero la digitalizzazione del sistema bancario e finanziario - sia ormai parte integrante delle dinamiche di cambiamento della struttura dell'economia verso scambi e relazioni (anche sociali) sempre più digitali, attraverso l'uso intensivo dei dati. Il Fintech non può più essere considerato un fenomeno di nicchia. Il suo potenziale competitivo è molto elevato con un probabile effetto di disintermediazione (o di nuova intermediazione) del sistema finanziario tradizionale.
Il progetto di ricerca è focalizzato sulla consulenza automatizzata, sul funzionamento micro-economico delle piattaforme finanziarie digitali, sul potenziale utilizzo della tecnologia blockchain/DLT nei mercati di negoziazione degli strumenti finanziari e sull'efficacia dell'attuale quadro della regolamentazione per uno scenario di servizi basati sulla tecnologia.
Tra le esigenze più sentite quella di un "Innovation Hub" in quanto punto di riferimento per i regolatori e il mercato a supporto dello sviluppo del Fintech, in linea con le esperienze già maturate in altri Paesi.
L'opera non trascura i temi dell'inquadramento giuridico complessivo della materia e quello dei nuovi rischi per la protezione degli investitori (con effetti anche sull'inclusione sociale), indotti dalle scarse competenze digitali e dalle basse conoscenze finanziarie, evidenziando ancora una volta la necessità di una strutturale e sistematica politica di educazione economico-finanziaria in un contesto ad elevata intensità tecnologica.